Comma Translation

Project part-funded by the European Union

A Rovescio

by Robert Philbin. Translated by Laura Aruta

Tyler conficcò uno scalpello nella mano del signor Woodward. Il sangue era come porridge rosso ed usciva a fiotti.

Dopo quell’episodio, Tyler passò tutto l’anno scolastico a far rimbalzare una palla dal tetto di Kosovo Kevin.

Se un vecchio si trascinava lì davanti per entrare nel negozio, fermava la palla e lo salutava con un “ ’Giorno ” ed un cenno del capo, e a volte conosceva anche il suo nome. Se il genitore di un bambino che conosceva passava di lì, gli chiedeva se quel bambino potesse uscire a giocare. Se passava Nappy Woman le urlava contro finché non andava via. Se c’era una ragazza che andava di fretta, le tirava la palla e lei gliela ridava sempre dicendo “Fanculo, Tyler.” Se pasava un ragazzo, continuava a giocare e a volte diceva “Finocchio,” o “Sacco di merda,” poi sputava enormi gocce di saliva, come meduse, sulla grata di sotto.

Sapevo tutto questo perché, il più delle volte, ero io che gli passavo davanti. Una volta a settimana mettevo gli “Echo” nelle cassette dela posta a Croxteth Estate. Kosovo Kevin mi pagava venti sterline a settimana e Tyler me ne prendeva dieci ogni volta.

“Dammi i soldi, chierichetto.”

Con quelle dieci sterline ci comprava tutte le caramelle più buone da Kosovo Kevin e poi le rivendeva dal tetto al doppio del prezzo. Se Tyler vendeva le caramelle, nessuno poteva comprarle al negozio perché li minacciava di farli attaccare dal suo rottweiler- o di far attaccare i loro cani.

Un venerdì, però, Tyler mi lasciò andare. Tutto ciò che disse fu: “Mi raccomando, conservali, frocio.”

Fece lo stesso anche i sei venerdì successivi, ed io feci come mi disse. Misi da parte cento sterline. Poi mia madre mi portò in Spagna dalla zia Rosie per una settimana. Comprai un temperino con il mio nome inciso sopra e spesi il resto per una gita in una riserva di caccia.

Quando tornai Tyler non c’era.

Entrai nel negozio e la porta non faceva il suo solito “Doon-dun”. Le pagnotte di Warburton non erano più sistemate in ordine di colore, ma ammucchiate l’una sopra l’altra come dei mattoncini lego. Le finestre erano aperte e tutto il negozio era come se fosse la scatola in cui Kosovo Kevin teneva i suoi Mr Freezies.
Una donna abbronzata stava dietro la cassa.

“Dov’è Kosovo Kevin?”
“Chi?”
“Il signore, non lo so come si chiama.”
“Allora mi dispiace, ma non posso aiutarti.”
“Lavorava qui.”
“Mr Solana non c’è più ora.”
“E adesso io che faccio?”
“Cosa vuoi dire?”
“Sono il ragazzo dei giornali.”
“Abbiamo già un ragazzo dei giornali.”

I giornali sulla cassa si aprirono ed io sbirciai le tette di Billie Piper. I capelli della donna abbronzata non si scompigliarono. Li teneva raccolti sulla testa come li portava la mamma in Spagna. Il vento era entrato dall’uscio portando dentro Tyler con sé.

La borsa gialla non sembrava così grande addosso a lui come lo sembrava su di me.

“Oh ciao, Joe. Sei Joe, vero?” Disse cercando di spingere verso la guancia la caramella che aveva in bocca. “Hai fatto buone vacanze? Hai preso il sole, vero?”
Mentre uscivo gli diedi una spallata, come faceva lui con me a scuola, poi feci cadere la piramide di fagioli in scatola.

Il suo cane era legato al lampione. Mi girai a guardare attraverso la finestra del negozio e Tyler stava mettendo a posto i barattoli, la donna abbronzata era al telefono. Diedi al bastardo un Rocky da mangiare mentre tagliavo il guinzaglio con il mio nuovo coltello.

Non sapevo cosa stavo facendo; le mie gambe divennero molli come quando scesi dall’aereo.

Il quartiere è un solo grande cerchio, feci un giro e il cane cominciò ad ansimare, come mia madre. Tutti i bambini di Emmaus avevano paura di noi mentre passavamo davanti alla scuola.

Mi sedetti sul sentiero fangoso dietro al negozio di fish and chips e Nappy Woman arrivò da dietro l’angolo. Camminava come un granchio che ha scoperto come si cammina in avanti. Quando mi vide si fermò. Aveva i capelli grigi, braccia come pelle di rinoceronte e gambe bianche come un emù. Le sue vene erano rigonfie e sembravano spingere e uscir fuori da sotto la pelle- la signora della mensa della scuola aveva le stesse gambe. Portava una canotta blu, guanti di pelle nera, una minigonna a fiori e aveva pestato una merda gialla sul sentiero che le schizzò tutta sui calzini. Insomma, divennero una chicken-korma.

Procedette zoppicando e borbottando tra sé e sé. Mi alzai in piedi e le offrii il guinzaglio del cane e il mio coltello, come quelle persone che danno l’acqua durante le maratone. Lei li prese senza dire niente, e ad ogni passo dava un calcio dietro le zampe del cane.

Mi arrampicai sul tetto di Kosovo Kevin – che adesso era il tetto di Brown Woman. Di lì potevo vedere mezzo quartiere. Giardini verdi come le pagnotte tagliate spesse e case arancioni come quelle medie. Il giardino di Nappy Woman era il più vicino a me.

Nappy Woman usò il coltello. Il bastardo fu squartato sulla spina dorsale come se fosse stato aperto con una zip dal culo fino alla testa. Ossa, sottili gialle ossa del colore delle punte delle dita di un fumatore, e muscoli, logori muscoli bordeaux del colore della Escort di papà, scivolavano dentro e fuori gli uni dagli altri mentre girava in tondo in mezzo al cortile, ma non come se stesse inseguendo la sua stessa coda, era un cerchio molto più grande.